La dimostrazione del rapporto di coniugio o di parentela nell’ambito risarcitorio

Il Tribunale dell’Aquila rigettava la domanda risarcitoria per la morte del rispettivo marito, padre, suocero e nonno, in conseguenza di pretesa responsablità sanitaria, a motivo della mancata dimostrazione dei rapporti di coniugio e parentali dedotti dagli attori. Osservava infatti che: “sulla premessa della avvenuta contestazione della sussistenza di tali rapporti, che: a) sebbene “l’esercizio in […]
Il regime del rimborso delle spese del consulente di parte (valutazione d’ufficio indipendentemente dall’avvenuta spesa)

La censura investe il capo di sentenza col quale è stato rigettato il motivo di appello inteso ad ottenere la condanna dei convenuti alla rifusione delle spese sostenute per remunerare il consulente tecnico di parte nominato nel primo grado di giudizio. Il ricorrente deduce che erroneamente la Corte d’Appello ha ritenuto inutilizzabile il documento dimostrativo […]
La responsabilità professionale (commercialista): prova del danno

La Corte territoriale sulla base dell’esame prioritario della ragione più liquida, aveva ritenuto infondata l’azione relativa all’invocata responsabilità professionale, in quanto non dimostrato il danno, per cui risultava a quel punto superflua la testimonianza relativa alla sussistenza dell’assunta colpa. La Corte di Cassazione (sentenza del 13 febbraio 2026 n. 3218) conferma la correttezza della decisione […]
La natura dell’eccezione del massimale

La tesi di fondo della ricorrente è che per il contratto in questione, operante in regime di claims made con efficacia dal 31.12.2010 al 31.12.2013 e con retroattività decennale, fosse prevista, in particolare, una clausola che dettava un limite di Euro 3,5 mln. per il periodo di retroattività (c.d. “massimale aggregato in retroattività”), limite superato […]
Il danno patrimoniale futuro (iure proprio) dei congiunti del defunto

La Corte di Cassazione (con la sentenza del 4 febbario 2026 n. 2366) è chiamata a decidere in ordine al presunto venir meno delle opportunità di carriera, nel mondo dello spettacolo, che stavano venendo a delinearsi per il giovane danneggiato deceduto (e, con esse, quindi l’aspettativa di futuri, crescenti, guadagni). I ricorrenti reputavano che tale […]
La diligenza richiesta al commercialista nella compilazione della dichiarazione dei redditi del cliente

La Corte di Cassazione precisa, nella sentenza del 13 febbraio 2026 n. 3215, che: “la responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente, mentre poi spetta al professionista […]
La presunzione di responsabilità (ex art. 2054 c.c.) presuppone la prova del nesso di causa

La Corte d’Appello di Milano confermava la sentenza con la quale il giudice di primo grado aveva rigettato la domanda risarcitoria proposta nei confronti dell”Ufficio Centrale Italiano per i danni subiti dagli attori a causa del decesso del proprio congiunto, verificatosi in conseguenza del sinistro stradale dedotto in giudizio, in occasione del quale il complesso […]
Assoluzione in sede penale, ma condanna in sede civile

Il ricorrente censurava, avanti la Corte di Cassazione, l’impugnata sentenza per asserita violazione di legge e vizio di motivazione (in relazione all’art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c.), per avere la corte territoriale dettato una motivazione inesistente o contraddittoria con riguardo al giudizio di irrilevanza della sentenza assolutoria pronunciata nei propri confronti in sede penale […]
Non sussiste l’onere di contestare l’altrui contestazione

La Corte di Cassazione (sentenza del 6 febbraio 2026 n. n. 2592) precisa che: “l’art. 115, primo comma, ultima parte, cod. proc. civ., stabilisce che il giudice deve porre a fondamento della decisione, oltre alle prove proposte “i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita“. Tanto presuppone che tali fatti siano specificati con allegazione puntuale […]
Investimento del pedone e la presunzione di responsabilità del conducente

Il ricorrente censurava la sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione dell’art. 2054 c.c. (in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.), per avere il giudice d’appello erroneamente affermato l’impossibilità, sulla base degli elementi istruttori complessivamente acquisiti al giudizio, di ricostruire con certezza l’esatta dinamica del sinistro e la concreta distribuzione della colpa in capo ai soggetti […]