Assicurazione: effetti del contratto e pagamento del premio

La questione, affrontata nella sentenza del 9 marzo del 2026 n. 5296 della Corte di Cassazione, è relativa agli effetti del contratto di assicurazione, ed in particolare se gli stessi debbano farsi retroagire alla data di decorrenza indicata nella intestazione della polizza qualora questa non corrisponda alla data di emissione della polizza. Per dare risposta […]
Art. 2051 c.c.: erronea applicazione del principio di concretizzazione del rischio

E’ da tempo oramai che la Corte di Cassazione respinge le richieste di risarcimento, formulate ex art. 2051 c.c., rilevando semplicemente la condotta colposa del danneggiato (configurabile come caso fortuito), di per sé sufficiente ad interrompere il nesso di causa esistente tra la cosa ed il custode, indipendentemente dal carattere di abnormità o eccezionalità del […]
La concreta inadeguatezza del guardrail

Il ricorrente censurava la decisione della Corte di Appello nella parte in cui la stessa aveva affermato la responsabilità ex art. 2051 c.c. dell’ente custode, in difetto di adeguata prova del nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, per aver ritenuto inadeguato il guardrail sulla base della sola indicazione (contenuta nel verbale di accertamento) […]
La responsabilità ex art. 2048 c.c.: la prova liberatoria

I ricorrenti deducevano la violazione, da parte della Corte di Appello, degli artt. 1218 e 2048, comma 2, c.c., per avere la stessa escluso la risarcibilità del danno patrimoniale e non patrimoniale, malgrado il sinistro di causa si fosse verificato durante l’orario di scuola, a causa della negligenza del precettore. In particolare ribadiva che l’insegnante avrebbe dovuto […]
Danno patrimoniale: la funzione dell’art. 137 C.d.A.

Il ricorrente, nell’illustrazione del motivo, deduceva che l’art. 137 cod. ass. sarebbe stato violato dalla Corte d’Appello per avere quest’ultima preteso dal danneggiato la dimostrazione della perdita reddituale effettiva, nonostante l’art. 137 cit. stabilisca che il danno da riduzione della capacità di guadagno vada liquidato sulla base del reddito più elevato percepito dalla vittima nel […]
Responsabilità medica: l’obbligo di motivazione del Giudice alle osservazioni critiche mosse alla CTU

La Corte d’Appello, nella motivazione della sentenza impugnata, non aveva preso alcuna posizione su tali dettagliate osservazioni, le quali, dopo essere state formulate dal consulente di parte, avevano costituito il fondamento di specifiche censure articolate con i motivi di impugnazione della sentenza di primo grado. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza del 2 marzo 2026 […]
La dimostrazione del rapporto di coniugio o di parentela nell’ambito risarcitorio

Il Tribunale dell’Aquila rigettava la domanda risarcitoria per la morte del rispettivo marito, padre, suocero e nonno, in conseguenza di pretesa responsablità sanitaria, a motivo della mancata dimostrazione dei rapporti di coniugio e parentali dedotti dagli attori. Osservava infatti che: “sulla premessa della avvenuta contestazione della sussistenza di tali rapporti, che: a) sebbene “l’esercizio in […]
Il regime del rimborso delle spese del consulente di parte (valutazione d’ufficio indipendentemente dall’avvenuta spesa)

La censura investe il capo di sentenza col quale è stato rigettato il motivo di appello inteso ad ottenere la condanna dei convenuti alla rifusione delle spese sostenute per remunerare il consulente tecnico di parte nominato nel primo grado di giudizio. Il ricorrente deduce che erroneamente la Corte d’Appello ha ritenuto inutilizzabile il documento dimostrativo […]
La responsabilità professionale (commercialista): prova del danno

La Corte territoriale sulla base dell’esame prioritario della ragione più liquida, aveva ritenuto infondata l’azione relativa all’invocata responsabilità professionale, in quanto non dimostrato il danno, per cui risultava a quel punto superflua la testimonianza relativa alla sussistenza dell’assunta colpa. La Corte di Cassazione (sentenza del 13 febbraio 2026 n. 3218) conferma la correttezza della decisione […]
La natura dell’eccezione del massimale

La tesi di fondo della ricorrente è che per il contratto in questione, operante in regime di claims made con efficacia dal 31.12.2010 al 31.12.2013 e con retroattività decennale, fosse prevista, in particolare, una clausola che dettava un limite di Euro 3,5 mln. per il periodo di retroattività (c.d. “massimale aggregato in retroattività”), limite superato […]