Investimento del pedone e la presunzione di responsabilità del conducente

Il ricorrente censurava la sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione dell’art. 2054 c.c. (in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.), per avere il giudice d’appello erroneamente affermato l’impossibilità, sulla base degli elementi istruttori complessivamente acquisiti al giudizio, di ricostruire con certezza l’esatta dinamica del sinistro e la concreta distribuzione della colpa in capo ai soggetti […]
La perdita di chances e l’anticipazione della morte

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di Appello, denunciando la violazione degli artt. 112,115,116,132 n. 4 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c., in riferimento all’art. 360,1 comma, n. 4, c.p.c., per una motivazione meramente apparente, “acriticamente appiattita sulla tralaticia riedizione della trama argomentativa della pronuncia di prime cure, nonché sull’altrettanto acritica ratifica delle conclusioni della C.T.U. […]
La responsabilità della Pubblica Amministrazione per i danni causati da animale randagio (ex art. 2043 c.c.) e la differenza del regime regime probatorio rispetto alla responsabilità per i danni determinati da fauna selvatica (art. 2052 c.c.)

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 7 febbraio 2026 n. 2724 (dott. Pasquale Gianniti) compie un’articolata e puntuale ricognizione sul tema del randagismo. Si legge infatti che: “Il contenzioso scaturente dai danni causati da cani randagi è fenomeno relativamente recente nella giurisprudenza di legittimità, apparendo la prima decisione di legittimità specificamente massimata sul […]
Diffamazione: danno non patrimoniale

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 28 gennaio 2026 n. 1930, rileva che: “la decisione impugnata, lungi dall’aver liquidato il danno non patrimoniale in difetto di allegazione e prova della causalità giuridica e del danno-conseguenza, ha ritenuto provato quest’ultimo mediante presunzioni assumendo, quali parametri di riferimento, la risonanza della notizia pubblicata sul quotidiano […]
La prescrizione per il reato più lunga

In via generale, come ribadito dalla recente sentenza del 5 febbraio 2026 n. 2420 della Corte di Cassazione “nell’esegesi dell’art. 2947, comma 3, c.c. vanno distinte le ipotesi in cui per la fattispecie penale sia o meno stabilita una prescrizione più breve o più lunga di quella prevista per la fattispecie aquiliana (v. Cass. Sez. 3, 20/10/2025 […]
La procedura di negoziazione sospende una decadenza già prevista ma non ne crea una nuova

Il ricorrente censurava la sentenza impugnata per avere la corte territoriale illegittimamente rigettato, sulla base di una motivazione contraddittoria e illogica, l’eccezione di improcedibilità dell’azione, avendo l’attore omesso di avanzare la propria domanda entro il termine di 30 giorni (previsto dall’art. 8 del D.L. n. 132/2014) decorrente dalla data della mancata accettazione dell’invito alla negoziazione […]
La morte di un testimone

La Corte di Cassazione (ordinanza del 5 febbraio 2026 n. 2399) reputa di particolare rilevanza la seguente questione di diritto, sottesa al motivo formulato e potenzialmente dirimente: “Se, in tema di prova testimoniale, in caso di sopravvenuto impedimento (per decesso o per altra causa) di un testimone (ritualmente indicato, ammesso ed intimato), la parte, che […]
La quantificazione equitativa del danno da lucida agonia

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 4 febbraio 2026 n. 2366, conferma che: “il danno c.d. “da lucida agonia” (ovvero “catastrofico” o “catastrofale”), che nella specie è stato riconosciuto sussistente, consiste “nel pregiudizio subito dalla vittima in ragione della sofferenza provata per la consapevolezza dell’approssimarsi della propria fine ed è risarcibile in base […]
La sofferenza interiore è sempre presunta

Abbandonato dal padre ancora in tenera età, il figlio era venuto a conoscenza del suo decesso quando la sorella lo aveva contattato, per notiziarlo dell’evento. Reclamando che il venir meno dei contatti con il padre, che aveva scelto di vivere senza fissa dimora, non fossero di per sé soli sufficienti ad elidere la sofferenza provata dall’apprendimento […]
La responsabilità del commercialista

La Corte di Cassazione (sentenza del 21 gennaio 2026 n. 1365) rammenta che: “stato reiteratamente ribadito che il commercialista incaricato anche solo di una consulenza ha l’obbligo, a norma dell’art. 1176, secondo comma, c.c., non solo di fornire tutte le informazioni che siano di utilità per il cliente e rientrino nell’ambito della sua competenza, ma […]