La minore aspettativa di vita non incide sul risarcimento per la morte del congiunto

La Corte d’Appello escludeva che le pregresse condizioni del de cuius avessero avuto una qualche incidenza causale sul suo decesso, ritenendo priva di qualsiasi fondamento giuridico la pretesa dell’azienda sanitaria di ottenere un ridimensionamento del danno in considerazione del verosimile minore arco temporale (minore dell’ordinario) in cui i congiunti avrebbero potuto ancora godere sia sul […]
La sofferenza interiore è sempre presunta

Abbandonato dal padre ancora in tenera età, il figlio era venuto a conoscenza del suo decesso quando la sorella lo aveva contattato, per notiziarlo dell’evento. Reclamando che il venir meno dei contatti con il padre, che aveva scelto di vivere senza fissa dimora, non fossero di per sé soli sufficienti ad elidere la sofferenza provata dall’apprendimento […]
La differenza sostanziale della tabella a forbice rispetto a quella a punti

La parte ricorrente deduceva che la Corte di Appello avrebbe erroneamente applicato il valore minimo del danno parentale, senza operare alcuna “personalizzazione”, fondando il motivo su una decisione della Corte di Cassazione (n. 10579/21), la cui ratio è racchiusa in quanto segue “ove la liquidazione del danno parentale sia stata effettuata non seguendo una tabella […]
Il carattere delle tabelle giurisprudenziali (la lesione del vincolo parentale)

Il giudice d’appello avrebbe ritenuta equa la liquidazione del danno parentale determinato come quasi al minimo delle tabelle milanesi del 2018 (per i fratelli, tra Euro 24.020 ed Euro 144.130, è stato determinato in Euro 50.000). Secondo il ricorrente la corte territoriale avrebbe dovuto applicare le tabelle di Milano del 2022, come chiesto dagli appellanti […]
La censura in ordine all’applicazione della tabella a forbice

I ricorrenti impugnano la sentenza di merito perché avrebbe erroneamente liquidato il danno da perdita del congiunto spettante ai fratelli e alla nonna del de cuius non applicando un “… criterio a punti, che avrebbe garantito maggior uniformità di trattamento rispetto a casi analoghi…”. La sentenza sarebbe inoltre carente di motivazione su tale specifico aspetto, […]
La lesione del vincolo parentale in conseguenza di una danno permanente al congiunto

Il ricorrente si lamentava che la Corte d’Appello avrebbe violato e/o falsamente applicato il principio di equità nel risarcimento del danno non patrimoniale da lesione del rapporto parentale, omettendo di applicare le Tabelle del Tribunale di Milano sulla liquidazione del danno non patrimoniale a favore dei genitori conviventi del macroleso. La Corte di Cassazione (sentenza […]
Milano o Roma pari sono, purché siano a punti

I ricorrenti lamentavano che, sebbene la sentenza impugnata fosse stata emessa dopo il consolidamento dell’indirizzo della Cassazione a favore di un “sistema a punti” e “l’adeguamento del Consiglio Giudiziario di Milano”, che aveva adottato la tabella del giugno 2022, indicata dalla Suprema Corte come “scelta necessaria nell’ambito della discrezionalità del giudice”, la Corte d’Appello si […]
La Corte di Cassazione medita sapientemente sul dolore

A volte capita, nel nostro lavoro, di imbatterci in sentenze che “escono” dal consueto, dalle mere formule, dalle conosciute espressioni. Questa è una di quelle. Una decisione magistrale, ove oltre alla conoscenza giuridica, vibra l’aspetto della condivisione, dell’empatia e della partecipazione. Ogni magistrato dovrebbe tenerla sul proprio tavolo di lavoro per ricordarsi l’alto ufficio che […]
Il difetto di interesse a censurare l’applicazione della tabella c.d. a forbice

Veniva censurata la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale operata dal giudice del merito sulla base delle tabelle milanesi fondate sul criterio c.d. “a forbice”, in spregio al principio, affermato dalla giurisprudenza di legittimità, circa la necessità di utilizzazione di tabelle basate sul diverso criterio c.d. “a punto”. La Corte di Cassazione (sentenza […]
La presunzione della convivenza

I ricorrenti sostenevano che la maggiorazione per la perdita del rapporto parentale, dovuta alla convivenza, fosse stata erogata senza apparente motivazione ma solo sulla sussistenza, non provata, di tale presupposto. I giudici di merito avrebbero apoditticamente ritenuto la convivenza con la vittima, liquidando la perdita parentale comprensiva maggiorata di 20 punti, quando invece la convivenza […]