Il dolore, quando si fa pubblico …

«Abbiamo dovuto rinunciare al dolore». Queste le parole pronunciate da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, nel corso di una trasmissione radiofonica condotta da Ilaria Sotis. È probabile che molti non abbiano inteso il senso di un’affermazione in apparenza tanto scandalosa e, in realtà, così profonda e vera. La ragione è semplice: siamo abituati, tutti, a vivere e a pensare il dolore come qualcosa di intimo, di rigorosamente riservato e di tragicamente esclusivo. Al punto che quando un dolore – tanto più se causato da un lutto – si fa pubblico, è come se ne risultasse compromesso, se non in qualche modo contaminato.

In altre parole, sentiamo che il dolore più autentico è quello raccolto nella sfera più riposta di ciascuno. Ed è proprio così, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Ma quella rinuncia al dolore di cui ha detto Ilaria Cucchi significa, a ben vedere, l’esatto contrario di ciò che nell’immediato vien fatto di pensare. Qui “rinuncia” significa sottrazione al sentimento di consolazione che una sofferenza interamente vissuta in ambito familiare e domestico, tutta circoscritta all’interno delle relazioni più prossime e consuete, può consentire o almeno promettere.

Questa dimensione – nel caso della famiglia Cucchi e di molte altre – non viene cancellata, ma viene come sospesa e incrinata da una dimensione diversa, tutta esterna, che sembra negare la prima, o comunque denudarla mentre la espone e deformarla mentre la proietta nella sfera pubblica. Sta qui la radice di ciò che i nemici giurati e gli ipocriti per bene definiscono sprezzantemente esibizionismo del dolore.

Mentre è, piuttosto, rinuncia a viverlo riservatamente in nome di una idea pubblica di giustizia. È quanto rende una sofferenza privata la necessaria premessa di una virtù civile e di un sentimento collettivo. Il lutto individuale viene parzialmente sanato dal tempo e dalla solidarietà dei sopravvissuti (in primo luogo i familiari stessi). Ma se quello stesso lutto viene vissuto come una ferita inferta al corpo sociale, solo la giustizia come esclusiva prerogativa dello Stato può offrire riparazione e risarcimento. La giustizia da rivendicare e da esigere, anche quando non la si ottiene o quando il solo avvicinarsi a essa risulta una impresa disperante …. (Luigi Manconi, in Lettera 99)

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Avvocato Massimo Palisi - Padova

Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Avvocato Evenlina Piraino - Padova

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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