Confermata la responsabilità della Regione per i danni causati dalla fauna selvatica

Il principio, da ultimo espresso nella sentenza 12 dicembre 2023 n. 34675 della Corte di Cassazione, è già stato ripetutamente ed autorevolmente affermato dalla Suprema Corte nel recente passato (Cass. Civ. 20 aprile 2020 n. 7969; Cass. Civ. 29 aprile n. 8384; Cass. Civ. 29 aprile 2020 n. 8385; Cass. Civ. 22 giugno 2020 n. 12113; Cass. Civ. 6 luglio 2020 n. 12113; Cass. Civ. 31 agosto 2020 n. 18085; Cass. Civ. 321 agosto 2020 n. 18087; Cass. Civ. 15 settembre 2020 n. 19101; Cass. Civ. 9 febbraio 2021 n. 3023)

Ai principi posti a fondamento delle suddette decisioni, la Corte di Cassazione, dopo aver spiegato il motivo dell’irrilevanza dell’ordinanza resa dalla Corte Costituzionale del 4 gennaio 2001 n. 4 (con la quale riteneva inapplicabile l’art. 2052 c.c. ai danni causati dalla fauna selvatica) e confermato il potere delle Regioni sulla fauna selvatica e sul singolo animale, approfondisce -in maniera acuta- la questione dell’interpretazione della Legge rispetto ai tempi ed ai luoghi in cui essa deve essere applicata. Specificando in proposito che quando la norma presenti un profilo di incertezza, l’interprete deve “prendere in considerazione non la legge ma il legislatore, e non la lettera ma lo spirito del legislatore, e non il fatto ma l’intenzione, e non una parte, ma l’intero“.

Ebbene rilevando che l’interpretazione restrittiva dell’art. 2052 c.c. venne affermata per la prima volta trent’anni fa (1996) per fatti avvenuti dieci anni prima, in un caso che riguardava danni alle colture causati da anatre selvatiche provenienti da una riserva di caccia, la Corte rileva come quell’interpretazione sia frutto di un contesto sociale ed economico nel quale erano ancora di là da venire la proliferazione incontrollata della fauna selvatica, le pesanti interferenze di questa con la circolazione stradale, il costante pericolo da essa provocato alla incolumità ed alla vita stessa delle persone.

La Suprema Corte annota a tale proposito che: “secondo attendibili studi provenienti da associazioni del settore, e calcolando solo i sinistri stradali con danni alle persone, nel decennio 2012-2022 la fauna selvatica ha provocato 1.736 sinistri, i quali hanno causato la morte di 151 persone e il ferimento di altre 1.961: in pratica, un morto od un ferito ogni trentotto ore. Sicché, anche ad ammettere che la lettera dell’art. 2052 c.c. possa dirsi ambigua sotto il profilo di cui qui si discorre, proprio per questa ragione deve essere preferita l’interpretazione che privilegi la tutela dei diritti fondamentali della persona alla vita ed alla salute, prevalenti su qualsiasi contrapposto diritto od interesse“.

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Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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