Considerazioni a margine del parere n. 164/24 del Consiglio di Stato sulla tabella unica nazionale

Le fortune nel diritto, come nella vita, sono alterne ed instabili. Chi aveva festeggiato, appena un mese fa, l’adozione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello schema sulla tabella unica nazionale in ordine alle macropermanenti, oggi critica il Consiglio di Stato che ne ha di fatto bloccato l’emanazione. Di contro, chi si lamentava della scelta del Governo ora plaude all’iniziativa della Magistratura https://studiolegalepalisi.com/2024/02/24/il-consiglio-di-stato-critica-o-schema-della-tabella-unica-nazionale/).

Forse è opportuno avanzare due considerazione.

La prima, di carattere strettamente procedurale. Il Governo ha disatteso, in maniera evidente, le modalità di formazione del decreto, operato esclusivamente dal Ministero delle Imprese, mentre avrebbe dovuto essere formulato “di concerto” con il Ministero della Giustizia. L’altolà del Consiglio di Stato è stato quindi inevitabile e trova unicamente giustificazione nella condotta un po’ “sbarazzina” del Ministro Urso . Su questo mi pare francamente che non ci sia tanto da discutere e peraltro in effetti poco si discute. Peraltro lo stesso Consiglio di Stato specifica che non si tratta di rilievo formalistico, in quanto: “il coinvolgimento del Ministro della giustizia appare correlato alla necessaria ed impegnativa verifica, in chiave retrospettiva, della complessiva coerenza dell’intervento con gli orientamenti maturati dalla giurisprudenza “consolidata” in punto di risarcimento del danno non patrimoniale e, in chiave prospettica, dell’impatto della regolazione sulla attività giurisdizionale e sulle modalità di liquidazione dei danni“.

La seconda riguarda la reale natura dell’attuale confronto. Il Consiglio di Stato ha affermato che la prioritaria finalità della nuova regolamentazione è quella di garantire l’integrale risarcimento del danno (la c.d. prospettiva vittimologica e solidaristica“), in funzione della quale deve considerarsi subordinato l’interesse del comparto assicurativo (la “salvaguardia della complessiva sostenibilità sistematica”).

Nel parere si legge infatti nettamente che: “la sostenibilità degli impatti economici sul sistema assicurativo non può essere acquisita e valorizzata quale vincolo ex ante (ovvero limite rigido e predefinito) per una diluita scansione parametrica dei potenziali esiti remediali, in funzione di generalizzato ed ingiustificato temperamento o, perfino, di misurata e programmatica riduzione della tutela delle vittime“.

L’attuale conflitto si risolve tutto nell’oscillazione tra questi due poli. Se certo non mi scandalizzo che una parte dei soggetti che in questi giorni esternano il loro desiderio di stabilità assicurativa (anche a costo di accettare un regime indennitario), da parte mia reclamo semplicemente che il danno, tutto il danno, deve essere sempre risarcito, senza esagerazioni ma neppure senza sconti. Si tratta di un semplice posizionamento, tra assicurazione e vittime. Nulla di più.

Per concludere segnalo un passaggio nel parere che che svela il bluff delle compagnie assicurative. I giudici di Palazzo Spada infatti precisano che: “solo un eventuale e dimostrato esito di squilibrio macro-economico sulla complessiva redditività delle imprese di settore potrebbe legittimare, nella prospettiva solidaristica evocata dalla Corte costituzionale, una opzione sostanzialmente calmierante. Ma una tale dimostrazione non emerge dai dati allegati, né è coonestata da un apprezzamento critico della redditività aggregata delle imprese di settore, per le quali – anche, e si pure non esclusivamente, in ragione delle recenti dinamiche inflattive – consta, all’incontro, di significativi incrementi dei profili tariffari“.

In altre parole le compagnie sono troppe ricche per lamentarsi di quanto pagano alle vittime.

Punto, gioco, partita.

Condividi:

Altri Articoli

Compila il form per maggiori informazioni

Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

CONTATTACI

oppure chiama