Il diverso onere probatorio del conducente e del pedone

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La Corte di Cassazione (sentenza dd. 11 marzo 2025 n.6526) precisa che nessun onere probatorio ulteriore spetta al pedone, se non quello di provare il nesso di causa tra la circolazione e i lamentati danni. Ed invero afferma che: “la richiesta di una verifica della causalità, allora, con riferimento alla colpa da mancata riduzione della velocità, non avrebbe certo dovuto essere avanzata dai congiunti del pedone, per sostanziare le proprie richieste risarcitorie riconvenzionali e contrastare quelle avversarie, né doveva preoccuparsene il Giudice dell’Appello, dal momento che era il legislatore stesso ad aver posto a debito del conducente tutte quelle prove utili e necessarie a comprovare l’eventuale interruzione del nesso causale tra la sua circolazione e l’evento o anche solo per documentare eventuali colpe della vittima primaria. Se nel processo penale è necessario che l’accusa dimostri anche come il precetto violato avrebbe potuto evitare in concreto l’evento (non potendosi condannare penalmente un soggetto se l’addebito, per un’omissione effettivamente commessa, non comportasse anche una dimostrazione controfattuale che la condotta omessa sarebbe stata certamente in grado di evitare il danno al bene protetto dalla norma penale), ciò non è però consustanziale al processo civile, nel quale tale tipo di valutazione controfattuale può essere necessaria solo per le colpe cc.dd. generiche, ma non certo anche per quelle specifiche (che impongono il rispetto di precise regole di condotta quali riduzioni di velocità, rispetto delle distanze di sicurezza) per le quali la valutazione di causalità è già stata fatta dal legislatore, che le impone proprio sul presupposto che esse siano utili e sufficienti per evitare i sinistri per la cui prevenzione esse sono state poste. Il danno da circolazione veicolare è allocato presuntivamente dall’art. 2054 comma 1 c.c. a carico risarcitorio del conducente, sempre che questi non provi di avere fatto tutto il possibile per evitarlo, compreso anche il mettere in sicurezza – anche oltre il rispetto delle norme positive – una persona che stia per entrare in contatto con il raggio d’azione del veicolo guidato e ciò senza che vi siano – per il danneggiato – altri oneri probatori (salvo quelli per i danni conseguenza) che comprovare la provenienza dell’evento dalla circolazione di quel veicolo“.

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Avvocato Massimo Palisi - Padova

Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Avvocato Evenlina Piraino - Padova

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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