La parità tra barème non coincide essenzialmente con la parità di sofferenza

La SMLT – Società Medico Legale del Triveneto (in persona del suo presidente dott. Enrico Pedoja: https://associazione.smlt.it/2023/07/14/baremes-nazionale-delle-macroinvalidita/) ha operato delle interessanti riflessioni in tema di barème nazionale delle macroinvalidità.

In particolare afferma che “in nessun caso esiste un rapporto automatico tra percentuale di generica disfunzionalità anatomo psichica accertata con parametro  quantitativo ( fattore causale ) e la conseguente ricaduta negativa sui comuni atti della vita quotidiana e sui comuni aspetti relazionali del danneggiato: presupposto che caratterizza il valore reale del danno alla persona“. Quello che di fatto ha determinato fino ad oggi  un oggettivo disequilibrio liquidativo è stato proprio confondere:  “un semplice ed asettico  parametro  di disfunzionalità anatomo funzionale (rimasto peraltro sostanzialmente invariato dagli anni 60’) con la ricaduta della stessa su ambiti di liquidazione differenti , senza mai qualificare gli aspetti della menomazione a seconda dei differenti risvolti economici“. In altre parole non è possibile ritenere che con il solo barème medico legale sia possibile giungere ad una definizione completa ed automatica delle componenti biologiche del “danno non patrimoniale”. L’associazione medico legale mette pertanto in guardia dal fatto che non esiste “un binomio necessariamente automatico, anzi spesso dissonante tra quanto appare accertabile e quantificabile secondo barème (come invalidità permanente biologica) rispetto alla effettiva percezione di peggioramento “esistenziale“ conseguente agli aspetti qualitativi della menomazione stessa“. Ne deriva una radicale critica ad un’interpretazione giurisprudenziale, oggi purtroppo in voga, volta a considerare il valore, indicato nelle tabelle di Milano, comprensiva dei vari aspetti del danno non patrimoniale, relegando pertanto a casi isolati ed eccezionali l’ipotesi della personalizzazione.

Si afferma infatti che: “quello che caratterizza l’essenza del danno alla persona è la ricaduta negativa della lesione e della menomazione sul fare e sul sentire quotidiano : la vera componente esistenziale del danno che non può essere “ pesata “ col bilancino della sola inabilità e invalidità biologica , ma necessita di una parametrazione parallela di ordine “ qualitativo “ che consenta un sostanziale riequilibrio del danno non patrimoniale ove si debba stimare l’effettiva ricaduta  della  condizione lesiva -menomativa del danneggiato sul “fare personale e relazionale”, nonché ‘ sul “sentire “ dello stesso“.

In tale modo appare preservato il concetto costituzionale di uguaglianza di trattamento anche in ambito risarciutorio (https://studiolegalepalisi.com/2023/07/20/aumento-del-risarcimento-del-danno-non-patrimoniale/)

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Nato il 29/07/1994 a Vicenza.
Consegue in data 06/2013 diploma in istituto tecnico.
É responsabile della gestione documentale delle varie posizioni, cura l’attività di cancelleria presso i vari uffici giudiziali, supporta i clienti nell’orientamento lungo i vari percorsi stragiudiziali.

Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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