Non volersi curare: effetto e non causa della depressione

La vicenda, esaminata dalla Corte di Cassazione (cfr. sentenza n. 7640 del 21 marzo 2024), riguarda un’ipotesi di demansionamento che aveva causato nella lavoratrice un Disturbo dell’adattamento con Ansia ed Umore depresso misti, Cronicizzato, di gravità clinica moderata, etiologicamente promosso da una situazione occupazionale con stress lavorativo, con danno biologico valutato nella misura del 10% di I.P.. Il datore di lavoro, condannato in grado di appello, censurava la sentenza sostenendo che non si sarebbe valutata l’incidenza della condotta della lavoratrice, che non aveva seguito le terapie mediche prescrittele, contribuendo così alla cronicizzazione della patologia, la quale non poteva essergli dunque imputata.

La Corte di legittimità convalida invece il ragionamento operato da quella distrettuale evidenziando in particolare, che, “secondo il perito, il rifiuto di sottoporsi ad adeguata psicoterapia è da ascriversi (…) alla convinzione di dovercela far da sola per poter conservare la propria autostima“, atteso che, da un lato, “la persistenza delle condizioni stressanti è la principale causa della mancata risposta alla terapia“, e che, dall’altro “l’incapacità di prendersi cura adeguatamente di sé, a anche attraverso l’aderenza alle prescrizioni farmacologiche, è spesso parte integrante del disturbo“.

In altre parole la mancata compliance della vittima non è dovuta ad una propria libera scelta ma costituisce il risultato dell’indebolimento della propria capacità di prendersi adeguatamente cura di sé, a seguito del disturbo originato proprio dal demansionamento. Ciò che il responsabile vedeva come un elemento attenuante la propria responsabilità è in realtà un’aggravante allo stesso attribuibile.

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Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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