L’Ania ci ricasca … meno diritti e più profitti

Dal marzo 2023 è stata istituita, presso il Ministero della Giustizia, la Commissione per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla colpa professionale medica, composta da accademici ed esperti di rilievo nazionale negli ambiti del diritto civile, penale, della salute.

Recentemente è stata invitata per un’audizione una rappresentanza dell’ANIA (organo rappresentativo delle imprese assicuratrici), la quale si è lamentata della presunta “incertezza giurisprudenziale (anche conseguente all’incertezza normativa), generata dall’ampliamento da parte della giurisprudenza dei “diritti” e dei casi da risarcire, con conseguente elevata onerosità e volatilità dei risarcimenti, dovuta all’aumento degli importi riconosciuti dai tribunali (e ciò, non tanto a causa della componente del danno patrimoniale costituito dal danno emergente o dal lucro cessante, quanto a causa della componente rappresentata dalle varie voci del danno non patrimoniale)“. L’ANIA ha anche auspicato l’emissione di un decreto recante la tabella unica valida su tutto il territorio nazionale per introdurre “elementi di certezza giuridica e di parità di trattamento dei soggetti, assicurerebbero un’uniformità ri- sarcitoria di base con effetti benefici di riduzione anche del contenzioso giudiziario nonché, di riflesso, sui tempi e sulle modalità della prassi liquidativa extragiudiziale

Ci risiamo. L’Ania porta avanti le sue battaglie corporative. Dietro ciò che definisce “incertezze giurisprudenziali” i rappresentanti delle compagnie di assicurazione condannano invece la meritoria attività dei tribunali italiani, colpevoli di tutelare più i diritti dei danneggiati (non a caso utilizzato in virgolettato nella citazione, come se non fossero tali) che non i profitti delle società assicurative (come indugiano invece gli altri poteri dello Stato). L’auspicio poi di una tabella unica, per l’asserita omogeneità delle valutazioni (nei fatti già esistente con l’applicazione di quella redatta dal tribunale di Milano ed avente vocazione nazionale come riconosciuto da plurime sentenze della Corte di Cassazione) mira semplicemente ad un’operazione al ribasso dei valori di riferimento.

Insomma all’Ania non interessa la persona ma solo il bilancio delle sue associate. E bisognava far perdere tempo alla Commissione con interventi di tale statura e serietà scientifica?

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Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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