La morte di un soldato …

Nell’odierna edizione di La Repubblica si raccontano gli incontri, organizzate nel mezzo dei boschi lungo il Dnipro da una psicologa ucraina, tra le moglie dei soldati uccisi. In tali riunioni le vedove vengono invitate a pescare nella propria memoria le parole dei mariti uccisi (“il compito che avete oggi è il più difficile. Scrivete le parole dei vostri mariti su questi foglietti. Scrivete e portatele sempre con voi. Vi serviranno…“).

Nell’articolo si afferma: “le parole che ti ha detto, quelle importanti. Dopo una risata, dopo un pianto, sulla porta di casa come un arrivederci, o al telefono, da molto lontano, come una carezza. Dopo una litigata, dopo una confessione o dopo aver fatto l’amore. Le parole semplici che restano. Te le ha dette una volta, mille volte, ti facevano stare bene, alla fine le davi per scontate e adesso ti mancano come l’aria. E daresti tutto per sentirtele dire una volta ancora dall’uomo che non c’è più perché te l’hanno ucciso“.

Ed è proprio vero: sono le parole che un uomo dice nella propria vita a farlo unico e non un semplice numero di un campo di battaglia …o di un’aula di un tribunale.

https://www.repubblica.it/esteri/2023/09/27/news/soldati_ucraini_isola_delle_vedove-416038556/

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Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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