La tragedia del Vajont e la mancanza del principio di responsabilità

Anche in questa tragedia, come in moltissime altre, la radice ultima può rintracciarsi nell’avidità umana, volta al profitto ad ogni costo, insensibile ad arrestarsi per tutelare la vita della comunità.

Nella magistrale ricostruzione, fornita da Paolini della vicenda, si afferma infatti chiaramente: “Se la SADE restasse proprietaria dell’impianto potrebbe anche aspettare due e tre anni a collaudare. Ma siccome devono vendere subito, il collaudo dev’essere fatto subito, perché la merce venduta è un impianto funzionante. E bisogna dimostare che si può usare fino all’ultimo metro. Anche se è pericoloso” (Paolini, Il racconto del Vajont, 1997).

Così si diede il via all’operazione dell’invaso totale, che determinò poi la terribile frana.

Evidentemente nel computo tra benefici e costi, il prezzo di vendita dell’impianto all’ENEL (nell’operazione di nazionalizzazione) valeva di più della vita di migliaia di vittime.

Si ritiene fondatamente che se la funzione deterrente della responsabilità fosse stato principio pacifico ed automatico (al di là di quella riparatoria, per sua natura aleatorio ed indeterminato) le disinvolte e criminali scelte imprenditoriali non sarebbero state adottate.

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Nato a Catanzaro in data 24 aprile 1969, consegue la maturità classica (voto 60/60) e la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova (voto 105/110). Viene eletto per il biennio 1992/94 Segretario Nazionale della Fuci (Federazione Universitaria Cattolici Italiani).

Avvocato dal 1999, Cassazionista dal 2016, svolge la propria attività a livello nazionale, operando nell’ambito del diritto sostanziale e processuale civile, con particolare elezione per le tematiche relative alla responsabilità civile (sia in ambito contrattuale che extracontrattuale), alla tutela della persona e dei consumatori in generale (e sotto il profilo risarcitorio in particolare), al diritto del lavoro, al diritto delle assicurazione. Svolge inoltre assistenza a favore delle vittime nell’ambito delle procedure penali.

Ha deciso di non essere fiduciario di alcuna compagnia di assicurazione e/o banche, per non intaccare la propria opera di tutela nei confronti dei danneggiati e dei consumatori.

Ha collaborato, nel primo decennio del 2000, con Cittadinanzattiva Onlus, risultando membro: a) del gruppo studio “Assicurazioni ” del CNCU, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; b) del collegio del Nord Italia dei conciliatori istituito presso il gruppo Banca Intesa, c) del gruppo di studio istituito presso l’ANIA per l’emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Ha svolto corsi seminariali in tema assicurativo a livello nazionale, promossi e patrocinati dal Ministero delle Attività Produttive.

È stato relatore in diversi convegni giuridici di carattere nazionale.

Nata a Cosenza in data 29 settembre 1981, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico (voto 100/100) e si laurea nel 2006, presso l’Università di Cosenza (UNICAL), in giurisprudenza (voto 108/110) discutendo una tesi nell’ambito del diritto del lavoro (“Il nuovo sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: Decreto Legislativo n. 38/2000′) e del diritto assicurativo (“Il sistema assicurativo sociale in ambito europeo”).

È avvocato dal 2009; fa parte dello studio dal 2013. Si occupa prevalentemente di diritto civile, sostanziale e processuale, diritto del lavoro, diritto di famiglia, procedure stragiudiziali e di mediazione. Nell’ambito della materia di elezione dello studio legale, si interessa in particolare degli istituti di responsabilità civile speciale, di quello di natura professionale, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, a vantaggio del quale svolge anche attività di volontariato sociale.

È attiva nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei minori, nonché della tutela dei diritti della persona in generale, dei consumatori e della proprietà intellettuale.

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